gran fondo alpini sauze oulx

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ARBORETUM  ALPINORUM
Alle spalle del Rifugio Ciao Pais, grazie all’opera degli amici alpini della “Ciao Pais”, nell’estate 2005 è nato l’Arboreto, un sito boschivo assegnato ora alle cure del Comune di Sauze d’Oulx. Nei 6400 metri quadrati di parco percorso da sentieri, si possono visitare le 188 targhe ed i 188 alberi che serbano la memoria dei Reparti Alpini

RIFUGIO "CIAO PAIS"
A quota 1800 mt, facilmente raggiungibile dal centro di Sauze d’Oulx, percorrendo una strada sterrata, questo luogo ha un’atmosfera magica che Vi riporterà indietro nel tempo. Immerso nel lariceto, e’ sovrastato dalla cappella Madonna della Neve, edificata nel 1940 dai vecchi dell’ 11° Alpini,battaglione Val di Fassa. Il Rifugio, è da sempre un luogo di incontro, di festa, e di memorie per gli Alpini, nonché una tappa importante per tutte le nostre escursioni in M.T.B. ed a piedi L’ottima cucina ed il clima familiare, certamente, aiutano!


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Sauze d'Oulx (m 1.510), circondata dalle cime dei monti Triplex, Bourget e Genevris e definita il "balcone delle Alpi", non è soltanto la sede ideale per praticare molti sport invernali avvalendosi delle tecnologie più avanzate, ma è anche un rinomato e confortevole luogo di soggiorno estivo immerso in una incomparabile cornice montana. Naturalmente è anche possibile ricercare all'interno del suo territorio i segni della storia, i luoghi dell'arte, e quelli della tradizione.
Le vicende storiche di Sauze d'Oulx sono collegate a quelle di Oulx e di tutta la Valle di Susa, che vede, prima il passaggio delle legioni romane di Giulio Cesare, e poi nei secoli successivi le scorribande dei Goti, dei Longobardi e dei Burgundi. Tutta la zona che faceva parte del Delfinato, nel 1343 venne ceduta alla monarchia francese, e con il Trattato di Utrecht, nell'anno 1713, l'Alta Valle di Susa venne assegnata al regno di Savoia.
Al tempo della battaglia dell'Assietta (1747), a Sauze d'Oulx era stato posto il Quartier Generale dei Francesi e, a seguito della ritirata, i molti che perirono furono seppelliti presso Jouvenceaux, in una località che assunse, da allora, il nome di Las Fossas. La salma del generalissimo delle truppe francesi, Charles Louis Arnaud Fouquet De Bellisle, fu sepolta nel presbiterio della chiesa di Sauze, e tre anni dopo traslata in patria.
Il nome di Sauze d'Oulx (fu capoluogo di comune, ma poco dopo il 1921 divenne frazione di Oulx) nel 1927 fu italianizzato dal fascismo mussoliniano in Salice d'Ulzio, ma dopo la seconda Guerra Mondiale il comune riprenderà il suo nome originario. Nei primi anni '3O del Novecento, la vita di molti degli abitanti di Sauze d'Oulx, ancora improntata su canoni di estrema frugalità, si svolgeva in modo spesso arcaico, ma ben presto il paese, dedito all'attività silvo-agricolo-pastorale, si attrezzò organizzandosi secondo le regole del nascente turismo.
ad esempio nella stagione invernale ci si poteva valere di istruttori di sci, quasi tutti allievi del primo grande campione olimpionico sauzino Luigi Faure, uno dei pionieri di questa disciplina, cinque volte campione italiano e maestro d'ardimento e d'eleganza. Va ricordato che l'Alta Valle di Susa, e in particolare Sauze d'Oulx, furono la culla dello sci in Italia, sport introdotto dall'ingegnere svizzero Adolfo Kind dall'anno 1896. Promotore della nascita e dello sviluppo dello sci a Sauze può considerarsi il sauzino Placido Eydallin, raffinato, noto e valente fotografo dilettante, che nel 1919 apre il Miravalle, primo albergo idoneo ad ospitare sciatori. Questo paese, che ormai da cento anni ha visto solcare le sue splendide piste da sciatori di livello internazionale, ha dato anche i natali a un indimenticabile fuoriclasse come Piero Gros, vincitore di dieci titoli Italiani Assoluti, della Coppa del Mondo nel 1974 e dell'Oro Olimpico nello Slalom Speciale di Innsbruk nel 1976. Sono certamente questi gli anni felici dello sci italiano che annovera tra le sue file azzurri del calibro di Giuliano Besson, anch'esso sauzino.
Come molte altre località valsusine, Sauze solo nel dopoguerra, in concomitanza della nascita del boom economico e la conseguente maggiore disponibiltà di tempo libero, getta le basi per sviluppare un'economia locale rivolta allo sfruttamento delle attività tutistico-invernali, ma anche ponendo delle attenzioni nei riguardi di quelle estive, che avevano avuto la loro coincidenza nel 1936 con la presenza di una Colonia FIAT, locata nell'edificio della Torre. Con la progressiva riduzione dell'attività agricola, a partire dai primi anni '60, Sauze inizia ad assumere il volto e l'identità di una moderna e attrezzata località turistica, rinomata per lo sci ed altri sport invernali. Nel 2006 è stata sede di gara olimpica delle olimpiadi invernali di Torino2006.
Sempre a proposito di sci, l'inverno a Sauze è un vero e proprio paradiso per chi pratica questa disciplina: infatti con oltre 400 chilometri sciabili e 88 impianti di risalita del comprensorio della Vialattea, le piste di questo piccolo comune sono oggi considerate, dal punto di vista tecnico, occorre dirlo, tra le migliori del mondo. Tutto questo in un'atmosfera di massimo comfort assicurato da un'ampia gamma di servizi: buona struttura alberghiera, chalet in alta quota riadattati in bar, ottimi ristoranti e possibilità di usufruire di servizi dedicati al dopo sci confortano e divertono il turista, facendolo partecipe di un divertente, intenso ma rilassato rapporto armonico anche con le culture della montagna e del territorio, qualora ci si ponga la meta di passeggiate ed escursioni

XX GIOCHI OLIMPICI INVERNALI
Dopo aver organizzato le finali FIS di freestyle nel 2004 e le gare di Coppa del Mondo valide come Test Event per i XX Giochi Olimpici Invernali, dall'11 al 23 febbraio 2006, Sauze d’Oulx ha ospitato le gare olimpiche di freestyle che si sono svolte sulle nuovissime piste di Sauze d'Oulx Jouvenceaux. L'impianto di gara, realizzato in zona Pin Court a quota 1350 metri sul livello del mare, disponeva di una tribuna spettatori di 4400 posti a sedere ed una capienza di 8460 persone. Lo stadio, composto da due piste, una dedicata ai salti e una alle gobbe, era caratterizzato da un unica zona di arrivo. Le competizioni, che si sono svolte in notturna grazie ad un imponente impianto di illuminazione, hanno attirato migliaia di spettatori da tutto il mondo che hanno dimostrato di apprezzare l’atmosfera suggestiva e spettacolare dovuta all’effetto combinato di luci e musica oltre all’ospitalità e spirito dinamico della località